https://www.altrelettere.uzh.ch/issue/feed altrelettere 2019-10-01T00:15:04+02:00 Tatiana Crivelli Speciale altrelettere@rom.uzh.ch Open Journal Systems <p><span id="result_box" lang="it">benvenuto/a sul sito di <strong><span style="color: #db7433;">altrelettere</span></strong>, la rivista ad accesso aperto per la letteratura italiana e&nbsp;gli&nbsp;studi di genere</span>.</p> https://www.altrelettere.uzh.ch/article/view/al_uzh-43 Storie di Storia - Oxford 2015: Dal racconto all’ascolto rispettoso. La testimonianza di Luciana Nissim Momigliano 2019-09-14T13:05:26+02:00 Natalie Dupré natalie.dupre@kuleuven.be <p>In Italia, tra il 1945 e il 1947, furono pubblicate più di cinquanta testimonianze sulla deportazione, tra cui solo alcune appartengono al genere narrativo. Tra i testi narrativi se ne contano sette di autori italo-ebrei: Lazzaro Levi, Primo Levi, Giuliana Tedeschi, Liana Millu, Luciana Nissim, Frida Misul e Alba Valech Capozzi. Se Liana Millu e Giuliana Tedeschi iniziarono a scrivere nell’immediato dopoguerra e riscrissero le loro testimonianze in un secondo momento, Luciana Nissim nei suoi saggi sulla psicanalisi (degli anni settanta in poi) non ritrattò il tema della deportazione su cui sono invece incentrati i racconti testimoniali scritti a ridosso della liberazione. Passando dal racconto testimoniale a una narrativa che possiamo definire “analitica”, Nissim – medico e psicoanalista di professione – sviluppò una riflessione che investe il ruolo dell’analista e, più specificamente, le modalità dell’ascolto. Traendo ispirazione dal metodo dell’intervista multipla dello psicologo clinico Henry Greenspan, si confrontano in questo studio le tre versioni della relazione dal titolo <em>Ricordi della casa dei morti</em>conservate presso il Centro Bibliografico dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane a Roma, la versione a stampa dall’omonimo titolo edita da Ramella (1946), nonché i saggi scientifici di Nissim sulla psicanalisi, le varie interviste rilasciate dopo la morte di Primo Levi, e la corrispondenza con il marito Franco Momigliano.Attraverso una lettura diacronica della produzione narrativa e scientifica dell’autrice viene analizzata la funzione dei singoli testi – nella loro specificità memoriale o narrativa – alla luce di una dinamica che considera il trauma in quanto processo.</p> 2019-07-11T12:17:42+02:00 Copyright (c) 2019 https://www.altrelettere.uzh.ch/article/view/al_uzh-44 «-Scrivéma / scróiv ancàura». Il lavoro poetico di Giuliana Rocchi 2019-10-01T00:15:04+02:00 Gabriele Belletti gabel80@gmail.com <p>Il contributo prende in esame la poetica dell’autrice Giuliana Rocchi (Santarcangelo di Romagna, 1922 - Rimini, 1996), figura più appartata e meno nota rispetto agli altri poeti santarcangiolesi facenti parte del cosiddetto <em>Circal de’ giudéizi</em>(“Circolo del giudizio”), come Raffaello Baldini e Tonino Guerra. In esso si ripercorrono sinteticamente le principali istituzioni delle sue raccolte dialettali,<em> La vóita d’una dòna</em> (“La vita di una donna”, 1980), <em>La Madòna di garzéun</em> (“La Madonna dei garzoni”, 1986) e il postumo <em>Le parole nel cartoccio</em> (1998). Si sottolinea in particolare come, grazie ad un’iniziale vocazione poetica ereditata dal padre analfabeta, l’autrice sia capace di tramandare in queste opere le voci e le storie di coloro che hanno abitato le contrade del suo paese natale, nel corso di una vita caratterizzata da difficoltà materiali, proteste per i diritti dei lavoratori e scontri con diverse forme di autorità e di potere. Da un lato, la poetessa critica i padroni e i politici, incapaci di comprendere le ragioni degli operai e delle persone comuni, denuncia il mancato rispetto per l’ambiente e per i luoghi naturali dell’infanzia dovuto al cambiamento dei tempi; dall’altro, con una vera e propria volontà di soccorso, canta le vicissitudini dei più fragili, siano essi esseri umani, cose o animali. Dall’analisi dell’opera dell’autrice, si sono potute mettere in evidenza anche le sue riflessioni meta-poetiche, che restituiscono la lucida consapevolezza delle sue scelte stilistiche e del valore civile della poesia.</p> 2019-09-30T11:47:29+02:00 Copyright (c) 2019 Gabriele Belletti