Recensione a Anilda Ibrahimi, "Non c'è dolcezza", Torino, Einaudi, 2012.

  • Silvia Camilotti
parole chiave: Anilda Ibrahimi, condizione femminile, migrazione

abstract

Si propone una recensione del romanzo "Non c'è dolcezza" (Einaudi 2012) di Anilda Ibrahimi, scrittrice di origine albanese, residente in Italia e autrice in lingua italiana. 
Nei suoi precedenti romanzi – "Rosso come una sposa" (Einaudi 2008) e "L'amore e gli stracci del tempo" (Einaudi 2009) – l'autrice pone l'attenzione sul conflitto balcanico e sulla storia albanese. 
Uno dei temi privilegiati nella sua scrittura è la condizione femminile nel suo paese natale: nei suoi romanzi offre un'immagine anticonvenzionale di donne forti che, nonostante la cultura tendenzialmente patriarcale, rappresentano sempre i pilastri della famiglia. Ibrahimi non alimenta una visione stereotipata di donna succube, che troppo spesso i lettori italiani possiedono. L'attenzione alle questioni di genere, ai rapporti tra uomini e donne e ai condizionamenti sociali e culturali è centrale nei suoi testi.

Biografia autore

Silvia Camilotti
Silvia Camilotti ha conseguito un dottorato in Lingue, Culture e Comunicazione Interculturale presso l’Università di Bologna (sede di Forlì), dove ha successivamente svolto attività di ricerca. Ha curato i volumi Lingue e letterature in movimento. Scrittrici emergenti nel panorama letterario italiano contemporaneo (2008), Roba da donne. Emancipazione e scrittura nei percorsi di autrici dal mondo (2009) ed è autrice, con Stefano Zangrando, di Letteratura e migrazione in Italia. Studi e dialoghi (2010). Si occupa di promozione della lettura e di didattica interculturale della letteratura e dal 2004 svolge attività continuativa di redazioni di articoli e recensioni su varie testate.
pubblicato
2012-09-10
come citare
Camilotti, S. «Recensione a Anilda Ibrahimi, "Non c’è dolcezza", Torino, Einaudi, 2012.». Altrelettere, settembre 2012, doi:10.5903/al_uzh-9.
fascicolo
Sezione
articoli