Storie di Storia - Oxford 2015: Solo donne coraggiose nella "Stanza" di Laura Curino

  • Simona Scattina
Parole chiave: teatro di narrazione, Virginia Woolf, Laura Curino, Storia, memoria

Abstract

La battaglia delle donne per l’accesso alla cultura diventa una metafora di coraggio nel teatro di Laura Curino. Con Una stanza tutta per me, tratto da A room of one’s own di Virginia Woolf, celebre testo del 1928, l’attrice rivisita un testo “dotto” in una chiave personale e feconda. 

Lo spettacolo della Curino, con il garbo e l’ironia che la contraddistinguono, partendo dal pamphlet realizza un monologo dialogato, articolato in sei capitoli più un prologo, in cui il racconto della preparazione della conferenza della Woolf si sovrappone e si interseca a storie di donne reali o immaginarie che nei secoli hanno aperto la via alla possibilità di un riscatto. Attraverso, e oltre, Woolf, Curino intende rappresentare il coraggio delle donne che nella storia non hanno rinunciato alla loro vocazione intellettuale o artistica per significare, metaforicamente, la tenacia di chi, al di fuori del genere, vuol “tener fede al proprio sogno”.

Il contributo verte sull’analisi dello spettacolo, nonché sull’esame della drammaturgia narrativa della Curino che nel suo racconto incastona figure, voci e personaggi popolando così lo spazio scenico di numerose creature e portando in scena, come sempre nel suo percorso artistico, i tanti volti del contemporaneo Nel suo processo creativo la scrittura drammaturgica si intreccia con l’invenzione attoriale per cui la prima deriva dall’oralità e il corpo di chi è in scena diventa mediumche esplica la narrazione e diviene anche oggetto (libro, penna, carta). Ciò che muoveva Virginia interessa per la Curino anche noi: il tentativo di dare degli esempi, perché gli esempi ti confortano, ti indicano una strada; e l’intenzione di non dimenticare, di dire “grazie”.

Biografia autore

Simona Scattina
Simona Scattina è ricercatrice all’Università di Catania, dove insegna Storia del teatro e dello spettacolo. Si è occupata prevalentemente di “arti della visione” su cui ha pubblicato diversi contributi. I suoi ultimi studi si sono concentrati sulla scena drammaturgica italiana contemporanea, intrecciando campi di indagine paralleli (drammaturgia, cinema, nuovi media). Ha curato insieme a Maria Rizzarelli e Mariagiovanna Italia, il volume Sicilia negli occhi; con Daniele Malfitana il volume Lo Straniero (Officina della Stampa, 2014) e con Alessandro Napoli il catalogoLa guerra…io dico la guerra. Metafore belliche nei cartelli della Marionettistica fratelli Napoli (Duetredue, 2015). Tra le sue pubblicazioni più recenti: Il Sergente di Marco Paolini. Epica, memoria, narrazione (Bonanno, 2011) e il volume Storie dipinte. I cartelli della Marionettistica fratelli Napoli (Algra, 2017). È redattrice di «Arabeschi. Rivista internazionale di studi su letteratura e visualità», e per la collana dei “Quaderni di Arabeschi” ha pubblicato lo studio: Carlo Ludovico Ragghianti e i linguaggi della visione (Duetredue, 2017).
Come citare
Scattina, S. «Storie Di Storia - Oxford 2015: Solo Donne Coraggiose Nella "Stanza" Di Laura Curino». Altrelettere, 1, doi:10.5903/al_uzh-42.
Fascicolo
Sezione
articoli