Il chiarore che deforma – Processi deformanti nella poetica di Amelia Rosselli

  • Elena Carletti
parole chiave: fenomenologia, Amelia Rosselli, deformazione, canone patriarcale, Gruppo 63, Charles Olson

abstract

La poesia di Amelia Rosselli si rivela di stampo profondamente fenomenologico e prende le mosse da una realtà tumultuosa, in costante divenire. Il caos della realtà esterna viene interiorizzato in un processo di filtrazione deformante, indispensabile per raggiungere uno stato di appropriazione del reale. 
Il presente saggio indaga da principio le implicazioni fenomenologiche nella poetica rosselliana, in linea con simili approcci sia in Italia, nelle teorizzazioni del Gruppo 63, che all’estero, nel saggio di Charles Olson. L’arte perde una volta per tutte il suo statuto di veridicità e diventa piuttosto un processo in fieri, un cauto accostamento al reale. In particolare, nella ricerca rosselliana il meccanismo deformante diventa imprescindibile per interiorizzare e “domare” il mondo esterno. Il reale viene sottoposto a curvature e deformazioni spazio-temporali secondo le leggi delle geometrie non euclidee e delle trasformazioni topologiche. Il risultato ottenuto, seppure distorto, si rivela concettualmente equivalente alla materia di partenza. La rappresentazione deformante corrisponde dunque a un processo di filtrazione fenomenologico che restituisce una versione della realtà analoga, nonostante le sue forme siano stravolte. 
Alcune brevi analisi testuali mostrano come la tensione deformante da una parte venga utilizzata per appropriarsi e superare definitivamente l’esperienza traumatica passata, dall’altra divenga strumento per inserirsi nel canone letterario patriarcale. Il padre si offre come figura emblematica di superamento: il padre biologico che origina il trauma infantile, ma anche i padri della tradizione letteraria (Rimbaud, Scipione, Dante, Montale) i cui versi vengono rubati e turbati, deformati in un discorso finalmente a misura di donna.

Biografia autore

Elena Carletti
Elena Carletti ottiene nel 2010 la laurea triennale in Comunicazione interlinguistica applicata all’Università di Bologna con una tesi sull’uso della metafora nella poesia di Cesare Pavese, elaborata a partire delle teorie metaforologiche di Michele Prandi. Gli studi di traduzione le consentono di collaborare, nel 2010, con la Girmondo Publishing, una casa editrice australiana per la quale effettua traduzioni letterarie di alcuni racconti di Tom Cho. Nel 2013 consegue la laurea magistrale in Italianistica con una tesi sulle implicazioni del concetto di spazio-tempo nella prima produzione poetica di Amelia Rosselli. 
Suoi interessi di ricerca includono: poesia italiana del Novecento, letteratura inglese, studi sociologici applicati alla letteratura, linguistica e fotografia.
pubblicato
2016-12-02
come citare
Carletti, E. «Il Chiarore Che Deforma – Processi Deformanti Nella Poetica Di Amelia Rosselli». Altrelettere, dicembre 2016, doi:10.5903/al_uzh-27.
fascicolo
Sezione
articoli