«Deh, non opinate, o Signora, così spregevolmente di noi»: l’Italia illustrata dalle italiane

  • Tatiana Crivelli
parole chiave: nazione, Ginevra Canonici Fachini, Lady Morgan, repertori biografici, travelogues

abstract

In quest’articolo si discute delle valenze simboliche di cui vengono investite le letterate italiane nel momento storico che prepara la fondazione della nazione. L’Italia dei primi dell’Ottocento, che sta costituendo la propria identità risorgimentale, trova infatti nella genealogia culturale delle donne un modo sia di mettere in luce la persistenza di un filone erudito, che affonda le radici nel glorioso passato delle “romane madri”, sia di fornire materia all’elaborazione di un’immagine di sé come nazione europea al passo coi tempi. Lo stato di acculturazione delle donne diventa, con un meccanismo semplificatorio ancora attuale, misura dell’emancipazione della nazione intera. Tale meccanismo viene illustrato studiando una disputa fra la romanziera irlandese Lady Morgan e la pedagoga italiana Ginevra Canonici Fachini, analizzandone i rispettivi argomenti, apparentemente inconciliabili, nell’ottica della costruzione di un discorso sulla nazione. Si intende con ciò dimostrare che l’allestimento di un repertorio di illustri italiane, che la Fachini esibisce in risposta alle critiche mosse dalla Morgan nella sua "Italy" (1821), costituisce, molto più di quanto non facciano le prese di posizione esplicite, che restano ferme sui loro contrasti, l’esito costruttivo di un incontro/scontro fra due modi di rappresentare l’intera nazione. I frutti più innovativi si generano infatti, come gli studi postcoloniali ci hanno insegnato, nello spazio interstiziale che si colloca fra le pieghe di una contrapposizione apparentemente insolubile: fra i discorsi con cui lo sguardo dell’Altro ci definisce e quelli che fondano il mito della nostra oggettiva autodefinizione.

Biografia autore

Tatiana Crivelli
Tatiana Crivelli Speciale è Prof. ordinaria di Letteratura italiana presso il Romanisches Seminar dell’Università di Zurigo. I suoi ambiti di ricerca si collocano principalmente fra il Settecento e la contemporaneità. In particolare si è occupata del genere letterario del romanzo, di poesia fra Sette e Ottocento e di scrittura delle donne a partire dal XVI secolo; ha inoltre pubblicato saggi che offrono analisi di modelli di mediazione culturale, prospettive di applicazione delle nuove tecnologie informatiche alle discipline letterarie, riflessioni sul tema del canone, sul rapporto fra letteratura e realtà, o sui meccanismi culturali tipici della postmodernità. È specialista di studi leopardiani e autrice di importanti edizioni critiche e commentate del grande poeta e filosofo (tra i titoli Dissertazioni filosofiche, Antenore 1995 e Dialogo filosofico, Salerno Ed. 1996). Nell'ambito degli studi di genere, oltre a numerose pubblicazioni (fra cui gli atti di due convegni internazionali dedicati al petrarchismo femminile e alle protagoniste della letteratura italiana) e accanto a una cospicua attività didattica e a numerose conferenze, ha anche realizzato una banca dati che dal 2011 partecipa al progetto europeo "Women Writers in History" (COST-Action), dedicata alle donne attive nell’Accademia dell'Arcadia fino al 1800 (http://www.rose.uzh.ch/crivelli/arcadia). Per altre informazioni e per un elenco dettagliato delle pubblicazioni si veda il sito: http://www.rose.uzh.ch/seminar/personen/crivelli.html
pubblicato
2016-09-13
come citare
Crivelli, T. «“Deh, Non Opinate, O Signora, Così Spregevolmente Di noi”: L’Italia Illustrata Dalle Italiane». Altrelettere, settembre 2016, doi:10.5903/al_uzh-1.
fascicolo
Sezione
articoli