Il Passaggio a Trieste di Fabrizia Ramondino tra mestiere della scrittura, lavoro di cura e pratiche di genere per la salute mentale

autori/autrici

  • Francesca Nardi

DOI:

https://doi.org/10.5903/al_uzh-105

parole chiave:

lavoro, pratiche di genere, narrazione, salute mentale, Fabrizia Ramondino, Assunta Signorelli

abstract

Il saggio propone una lettura di Passaggio a Trieste, in cui Fabrizia Ramondino racconta l’esperienza del Centro Donna Salute Mentale, fondato nel 1992 sotto la guida di Assunta Signorelli. Il legame di amicizia e collaborazione tra le due donne delinea una traiettoria d’indagine particolarmente efficace per l’analisi della relazione tra questioni di genere e lavoro, quest’ultimo declinato, dall’una, nel mestiere della scrittura e, dall’altra, nelle pratiche di cura per la salute mentale. Concentrandosi su alcune parole-chiave (accoglienza, ascolto, attesa, corpo, errore ed erranza), che puntellano tanto la poetica di Ramondino quanto la prassi del Centro Donna, il discorso scivola dal concetto di lavoro alla definizione di pratica. I riferimenti diretti al testo, oltre a restituire lo spaccato di via Gambini, inserendolo all’interno del più ampio contesto della deistituzionalizzazione, dialogano con fonti critico-teoriche e voci che rappresentano gli altri due elementi con i quali il contributo intende confrontarsi: il pensiero femminista e il movimento basagliano. Infine, riconnettendo la riflessione al tema del lavoro, a partire dall’impegno sociale e politico che ha contraddistinto la biografia di Ramondino, si ripercorrono a ritroso i testi in cui l’autrice lo ha osservato più da vicino, seguendo le lotte dei subalterni e delle subalterne (dai disoccupati organizzati di Napoli alle donne vittime di tratta) per dimostrare, in conclusione, come questi scritti siano, in realtà, profondamente legati al Passaggio triestino.

The essay offers a reading of Passaggio a Trieste, where Fabrizia Ramondino recounts the experience of the Women's Mental Health Center, founded in 1992 by Assunta Signorelli. The bond of friendship and collaboration between the two women offers a singularly compelling angle for analyzing the implications between gender issues and work. The latter, declined, by the one in the practice of writing and, by the other, in the practices of mental health care, is progressively defined through some key-words that shore up both Ramondino's poetics and the practice of the Women's Center. Besides restoring the cross-section of via Gambini by placing it within the broader context of deinstitutionalization, the direct references to the text dialogue with critical-theoretical sources and voices that stand for the other two elements with which the contribution intends to confront: feminism and the critical movement promoted by Basaglia in the field of psychiatry. Finally, reconnecting the reflection to the theme of labour, starting from the social and political commitment that marked Ramondino's biography, the texts in which the author turns her gaze more directly to the work realities and struggles of the subalterns are traced backwards to show, in conclusion, how they are, in fact, deeply linked to Passaggio a Trieste.

Dowloads

pubblicato

2025-10-24

come citare

Nardi, Francesca. “Il Passaggio a Trieste Di Fabrizia Ramondino Tra Mestiere Della Scrittura, Lavoro Di Cura E Pratiche Di Genere Per La Salute Mentale ”. Altrelettere, vol. 14, 2025, https://doi.org/10.5903/al_uzh-105.

Altri articoli dello/a stesso/a autore/rice