Le autrici della poesia visiva: linguaggio, ideologia, lavoro

autori/autrici

  • Virginia Benedetti

DOI:

https://doi.org/10.5903/al_uzh-103

parole chiave:

poesia visiva, Gruppo 70, donne, ideologia, lavoro

abstract

A lungo e a torto considerate ‘sorelle minori’ del Gruppo 63 e scarsamente accolte ancora oggi dalla critica letteraria, le nuove avanguardie della poesia visiva offrono innumerevoli sollecitazioni su questioni che intersecano la sfera del femminile e il lavoro, sia esso salariato o di cura – della casa, della famiglia – o ancora la vocazione per l’impegno intellettuale: in altre parole, il lavoro della scrittura e delle pratiche artistiche. A differenza del più noto consorzio costituitosi a Palermo, tra i fondatori del Gruppo 70 vi è anche una donna, Lucia Marcucci, ben presto raggiunta nelle file di quella militanza poetica da Ketty La Rocca. A partire da qui, ed estendendo il raggio ad autrici non affiliate al Gruppo 70, ovvero Anna Oberti e Mirella Bentivoglio, è possibile tracciare un percorso che dal piano formale, ossia dalla destrutturazione dei linguaggi estetici – appannaggio delle voci maschili – conduce alla riflessione sul lavoro delle donne, inteso nel senso più lato espresso poco sopra. Ne emerge una ‘contro-avanguardia’ che insiste sulla risignificazione dell’identità e del corpo femminile, prelevato spesso da riviste di consumo che indicano alla donna il codice comportamentale da tenere in società e tra le mura domestiche; che porta la ‘guerriglia semiologica’ per le strade con la preoccupazione primaria di lottare per l’emancipazione, e che attraverso un’elaborata ricerca formale coniugata al femminismo riflette sul ruolo e sul lavoro della donna e dell’autrice.

Long and unjustly considered ‘younger sisters’ of Gruppo 63 and still rarely considered by literary criticism, the Neoavanguardia of visual poetry offers countless insights into issues intersecting the feminine sphere and work, whether salaried or caregiving labor—of the home, the family—or intellectual engagement: in other words, theoretical work, writing, and artistic practices. Unlike the more renowned group established in Palermo, Gruppo 70 included a woman among its founding members, Lucia Marcucci, soon joined in that poetic militancy by Ketty La Rocca. From this starting point, and extending the focus to authors not affiliated with Gruppo 70, such as Anna Oberti and Mirella Bentivoglio, it is possible to trace a path that moves from the formal level—specifically the deconstruction of aesthetic languages, often dominated by male voices—to a reflection on women's labor, understood in the broad sense described above. What emerges is a ‘counter-avant-garde’ that insists on the re-signification of female identity and the body, often drawn from consumer magazines prescribing women's behavioral codes both in society and within domestic walls. This movement brings the guerriglia semiologica to the streets with the primary concern of fighting for emancipation, while through an elaborate fusion of formal research and feminist theory, it reflects on the role and labor of women and female authorship.

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pubblicato

2025-10-24

come citare

Benedetti, Virginia. “Le Autrici Della Poesia Visiva: Linguaggio, Ideologia, Lavoro”. Altrelettere, vol. 14, 2025, https://doi.org/10.5903/al_uzh-103.