La figlia prodiga/L’enfant prodigue: «ritorni» di André Gide in Alice Ceresa

autori/autrici

  • Tania Collani
  • Paola Fossa
  • Eleonora Norcini

DOI:

https://doi.org/10.5903/al_uzh-92

parole chiave:

André Gide, Alice Ceresa, Figlio prodigo, famiglia, influenza

abstract

Nell’ambito più ampio delle ricerche sulla ricezione di Alice Ceresa in Francia e sui rapporti della scrittrice ticinese con l’ambiente intellettuale francese, il nome di André Gide, Premio Nobel per la letteratura nel 1947, si è imposto come un punto di riferimento fondamentale, soprattutto nella scelta di riprendere la celebre parabola del figliol prodigo. L’affinità tra i titoli di due opere, La figlia prodiga di Alice Ceresa, pubblicato nel 1967, e Le retour de l’enfant prodigue di André Gide, risalente al 1907, ha inoltre imposto la necessità di mettere a confronto serrato due testi e due poetiche. Entrambe le opere rinviano a un archetipo comune, ovvero il racconto biblico, presente solo nel Vangelo di Luca (15, 11-32), che vanta una straordinaria fortuna nella storia della letteratura, al punto che Charles Dickens lo definisce «the greatest short story ever written» (Di Rocco ― Montori 2020, 10). Al di là dell’intertesto comune, il presente saggio si propone di indagare le relazioni che il testo di Ceresa intrattiene con quello di Gide, facendo incontrare ambiti di ricerca diversi: gli studi ceresiani, gli studi gidiani, gli studi sulla ricezione e l’ermeneutica della letteratura. Le pagine che seguono vogliono dunque segnalare alcuni punti di contatto per poi definire i margini di influenza che André Gide ha avuto sulla scrittrice svizzera, seguendo il filo rosso dei documenti inediti del Fondo Ceresa (Biblioteca nazionale svizzera) e della pubblicazione del primo romanzo della scrittrice nel 1967 per Einaudi.

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In the broader sphere of research on the reception of Alice Ceresa in France and on the Ticino writer’s relations with the French intellectual milieu, the name of André Gide, Noble Prize for Literatur in 1947, has emerged as a fundamental point of reference particularly in justifying the revival of the famous parable of the prodigal son. The affinity between the titles of two works, Alice Ceresa’s La Figlia prodiga, published in 1967, and André Gide’s Le Retour de l’enfant prodigue, written 1907, also imposed the need to closely compare two texts and two poetics. Both works refer to a common archetype, namely the biblical story, present only in the Gospel of Luke (15:11-32), which boasts an extraordinary fortune in the history of literature, to the point that Charles Dickens calls it “the greatest short story ever written” (Di Rocco, Montori 2020, 10). Beyond the common intertext, this essay aims to investigate the relations between Ceresa’s and Gide’s texts by bringing together different fields of research: Ceresa studies, Gide studies and studies on the reception and hermeneutics of literature. The following pages therefore aim to point out some points of contact and comparison and then define the margins of influence that André Gide had on the Swiss writer, following the red thread of the unpublished documents of the Ceresa Fund (National Library of Bern) and the publication of the writer’s first novel in 1967 for Einaudi.

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pubblicato

2024-07-08

come citare

Collani, Tania, et al. «La Figlia Prodiga L’enfant Prodigue: “ritorni” Di André Gide in Alice Ceresa». Altrelettere, vol. 13, luglio 2024, doi:10.5903/al_uzh-92.