«Sulla terra dell’irregolarità»: viaggio intorno ai “vent’anni” de La figlia prodiga

autori/autrici

  • Maria Giulia Mancuso Prizzitano

DOI:

https://doi.org/10.5903/al_uzh-90

parole chiave:

Alice Ceresa, La figlia prodiga, inediti, soggetto relazionale, sperimentazione

abstract

L’articolo intende esplorare la produzione di Alice Ceresa precedente agli anni Sessanta per porla in dialogo con La figlia prodiga, pubblicata nel 1967 e vincitrice del premio Viareggio Opera Prima nello stesso anno. Più volte l’autrice ci ha parlato di una lunga stesura per il suo testo d’esordio, che sarebbe l’esito di un lavoro di vent’anni e di tre riscritture. Attraverso un preliminare approccio di tipo cronologico, si cercherà di individuare le “tre versioni” e quindi di ricostruirne consistenza e datazione sfruttando le evidenze presenti nelle carte private e inedite del fondo di Ceresa in ASL (Archivio Svizzero di Letteratura di Berna). In particolare si illustrerà il processo redazionale di Il ratto delle Sabine, inedito a cui Ceresa lavorò almeno per una decina d’anni e che, nella prospettiva della presente ricerca, assume un ruolo fondamentale. Un’analisi critica tenterà poi di legare aspetti esperienziali e riflessioni personali dell’autrice nei riguardi della letteratura, tenendo necessariamente in considerazione anche il cambiamento – esistenziale, sociale, culturale – che, soprattutto nel secondo Novecento, scuote la tradizione e fa emergere nuove soggettività femminili. Questa sarà infatti la lente per cogliere ulteriori analogie e rimandi tematici nelle diverse redazioni del Ratto e ci porterà a La figlia prodiga. In questo modo, infine, si proveranno a chiarire anche i confini e i motivi dello sperimentalismo ceresiano, valutando lo sforzo che Ceresa compie, mentre si interroga sulla possibilità di una scrittura delle donne, nel tentativo di trovare una propria voce.

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This article intends to explore Alice Ceresa’s production before the 1960s to place it in dialogue with La figlia prodiga, published in 1967 and winner of the Viareggio Opera Prima prize in the same year. The author has repeatedly spoken of a long draft for her debut text, which would be the outcome of twenty years of work and the third rewriting of the same work. Through a preliminary chronological approach, an attempt will be made to identify the “three versions” and thus to reconstruct their consistency and dating by exploiting the evidence present in the private and unpublished papers of Ceresa’s fund in ASL (Swiss Literary Archives in Bern). In particular, the editorial process of the Il ratto delle Sabine will be illustrated, an unpublished work on which Ceresa worked for at least a decade and which, in the perspective of the present research, assumes a fundamental role. Space will then be given to a more critical analysis that will attempt to link experiential aspects of Ceresa’s life and the author’s reflections on literature, necessarily also taking into consideration the change – existential, social, cultural – that, especially in the second half of the 20th century, shook tradition and made new female subjectivities emerge. This will be the lens through which to grasp further analogies and thematic cross-references in the different draftings of Il ratto delle Sabine and which will lead us to La figlia prodiga. In this way, finally, we will also try to clarify the boundaries and motives of Ceresian experimentalism, assessed from a perspective that cannot ignore, precisely, the effort that Ceresa makes as she questions the possibility of women’s writing in an attempt to find her own voice.

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pubblicato

2024-07-08

come citare

Mancuso Prizzitano, Maria Giulia. «“Sulla Terra dell’irregolarità”: Viaggio Intorno Ai “vent’anni” De La Figlia Prodiga». Altrelettere, vol. 13, luglio 2024, doi:10.5903/al_uzh-90.